La TV di Apple sarà annunciata entro il 2012
Questo almeno è il pronostico del New York Time che sulla base di dichiarazioni di fonti vicine a Cupertino sostiene che la Apple TV sarà presentata entro dicembre 2012 e commercializzata nel 2013.
Da tempo si parla di una Tv Apple e sembra che ormai siamo a buon punto. Integrerà, come era facile supporre Siri e quindi potremo mandare in pensione il vecchio e obsoleto telecomando.
Sembra che Steve Jobs abbia vagliato in questi anni più opzioni, come quella di usare l’ipad come telecomando, o gesti, abbandonandole perché nessuna lo convinceva fino in fondo ma quando finalmente hanno inziato a sperimentare Siri è stato entusiasta percé ‘cosa c’è di più semplice dell’impartire ordini al televisore parlando?‘
Forse aveva in mente anche Star Trek e le istruzioni vocali ‘computer? musica klingon per favore!’
La versione di Siri per la tv funzionerà in modo analogo. Potremo chiedergli di farci vedere l’ultima puntata di House, o le previsioni del tempo, e se collegata ad internet di farci vedere tutti i video più carini sui gatti.
Secondo Nick Bilton, il giornalista autore dell’articolo, il motivo per cui si dovrà aspettare fino al 2013 è di natura economica .
Apple deve aspettare che il costo dei display di grandi dimensioni scenda, altrimenti non riuscirebbe a vendere la sua tv ad un prezzo competitivo ma in un annetto dovrebbe essere possibile.
Insomma non è più questione di ‘se’ ma di ‘quando’ ![]()
iPhone 4S ecco le offerte di Tim, Vodafone e 3
Domani inizia la commercializzazione dell’ iPhone 4S in Italia. Come tutti sapete ci sono 3 modelli da 16, 32 e 64 Gb che Apple venderà rispettivamente a 659 euro, 779 euro e 899 euro.
Tim, Vodafone e H3G hanno ufficializzato le offerte per avere l’iPhone con un contributo iniziale minore e un abbonamento.
3 propone anche i 3 modelli senza abbonamento a un prezzo leggermente minore di quello ufficiale (604 €, 712 € e 820 €)
Vediamo le tariffe di tutti gli operatori in abbonamento
H3G
3 propone quattro diversi abbonamenti
- Top 400 a 29 € al mese 400 minuti di chiamate vs tutti, 100 SMS e 2GB di traffico internet
L’anticipo richiesto è di 0 € per il modello da 16 GB, 99 € per quelo da 32 GB e 199 € per 64 GB. - Top 800 a 49 € al mese 800 minuti di chiamate vs tutti, 200 SMS e 2GB di traffico internet
L’anticipo richiesto è di 0 € per i modelli da 16 e 32 GB e 99 € per il modello da 64 GB. - Top 1600 a 69 € al mese 1600 minuti di chiamate vs tutti, 400 SMS e 2GB di traffico internet
L’anticipo richiesto è di 0 € per i modelli da 16 e 32 GB e di 49 € per il modello da 64 GB. - Top 3000 a 99 € al mese 3000 minuti di chiamate vs tutti, 600 SMS e 2GB di traffico internet
.Non è richiesto anticipo per nessuno dei modelli..
Il vincolo contrattuale ha una durata di 30 mesi, sia con il finanziamento Compass con addebito sul conto corrente, sia con la formula a rate di Tre con addebito su carta di credito
Tim
La tariffa proposta è “Tutto Compreso” ed è valida solo per i modelli da 16Gb e da 32Gb,
Per l’iPhone 4S da 16Gb bisogna pagare una rata di 20€ al mese a cui sommare 10€ di opzione dati internet per un totale di 30 € con vincolo di 30 mesi.
Per l’iPhone 4S da 32Gb si dovrà pagare una rata mensile di 25€ a cui sommare sempre i 10€ dell’opzione internet per un totale di 35 € e sempre il vincolo di 30 mesi.
Al momento dell’acquisto si dovrà sottoscrivere un contratto Tutto Compreso, scegliendo tra quelli disponibili:
- Tutto Compreso 500: 29€ al mese per 500 minuti di chiamate verso tutti;
- Tutto Compreso 1000: 49€ al mese per 1000 minuti di chiamate verso tutti;
- Tutto Compreso 1500: 69€ al mese per 1500 minuti di chiamate verso tutti.
Chi invece passerà a Tim da altro operatore otterrà uno sconto sul canone mensile per i primi 12 mesi. Nella fattispecie avremo:
- Tutto Incluso 500: 19€ al mese per 12 mesi;
- Tutto Incluso 1000: 29€ al mese per 12 mesi;
- Tutto Incluso 1500: 39€ al mese per 12 mesi.
Dal tredicesimo mese in poi ovviamente inizierà a pagare il canone normale.
Vodafone
Quindi sommando il costo della tariffa a quello del contributo del telefono abbiamo 4 diversi importi mensili a seconda del piano scelto 54 €, 49 €, 54 € e 60 €,
Tutte le formule comprendono 1 GB di traffico Internet al mese, mentre il vincolo contrattuale ha una durata di 30 mesi. Per i nuovi Clienti che sceglieranno di passare a Vodafone, iPhone 4S sara’ disponibile a 20 € al mese, anziché 25.
C’è inoltre da sottolineare che questi importi sono validi solo per i primi 12 mesi. , trascorsi i quali i contributi passeranno a 50 euro mensili per Tutto Facile Medium+, 75 euro mensili per Tutto Facile Large+, e 100 euro mensili per Tutto Facile Top Club+, rimane invariato il contributo di 25 euro mensili per Tutto Facile Small+.
Come già successo con l’iPad dunque l’offerta più conveniente sembra essere quella di 3. ( se abitate in una città con buona copertura e quindi non rischiate il roaming!)
Come fare per smascherare i bugiardi
Su AB Techno,uno dei blog che seguo abitualmente, ho trovato un interessantissimo video di Ted Talks (“Technology Entertainment Design”,conferenze che hanno come obiettivo l’incontro tra le menti e le idee più stupefacenti e innovative del pensiero globale) in cui Pamela Meyer, autrice del libro Liespotting illustra tutti gli aspetti da tenere sotto controllo per capire se la persona che abbiamo davanti ci sta mentendo o meno. Avete presente la serie televisiva Lie To Me? ecco qualcosa del genere.
Divertente e utile ![]()
Sotto al video vi riporto la traduzione in italiano. D tempo i Ted Talks sono tradotti in tutte le lingue da volontari, in questo caso la traduzione è ad opera di Daniele Buratti. Vi suggerisco di dare un’occhiata anche agli altri argomenti perché si trovano moltissime conferenze molto interessanti.
TED Talks – Pamela Meyer: Come smascherare i bugiardi
Bene, non voglio allarmare nessuno in questa sala, ma ho appena scoperto che la persona alla vostra destra è un bugiardo.
E anche quella che vi siede a sinistra lo è. Così quella che siede al vostro posto. Siamo tutti dei bugiardi. Quello che voglio fare adesso è mostrarvi quello che dice la ricerca sul perché siamo tutti bugiardi, come potete smascherare chi mente e perché potrebbe valer la pena fare uno sforzo in più e passare dallo smascheramento alla ricerca della verità, e infine costruire un rapporto basato sulla fiducia.
Ora, parlando di fiducia, da quando ho scritto questo libro, “Liespotting”, nessuno mi vuole più incontrare di persona, no, no, no, no. Dicono: “Va bene, ti mandiamo un’email”. Non riesco nemmeno ad avere un appuntamento da Starbucks. Mio marito fa: “Amore, inganno? Magari potevi scegliere la cucina. Che ne dici della cucina francese?”
Perciò prima di iniziare, quello che farò è rendervi chiaro il mio obiettivo, che non consiste nell’insegnarvi il gioco di ‘Ti ho beccato’. Smascherare un bugiardo non significa comportarsi come quei ragazzini pedanti che ti gridano: “Ti ho visto! Ti ho visto! Hai mosso il sopracciglio. Hai allargato le narici. Io guardo alla TV ‘Lie to me’. Lo so che stai mentendo”. No, gli smascheratori hanno la sola arma del sapere scientifico per scovare l’inganno. La usano per giungere alla verità, e fanno ciò che fanno ogni giorno i leader maturi: affrontano conversazioni difficili con gente difficile, talvolta in periodi anch’essi difficili. E iniziano a percorrere quel cammino accettando una considerazione di base, vale a dire che il mentire è un atto collaborativo. Pensateci, la menzogna non ha alcun potere di per sé. Il suo potere emerge quando l’interlocutore accetta di credere alla bugia.
So che vi può sembrare aggressivo, ma guardate, se qualche volta vi hanno mentito, è perché voi glielo avete permesso. Verità numero uno: Mentire è un atto collaborativo. Ora, non tutte le bugie fanno male. A volte partecipiamo volontariamente all’inganno per mantenere una dignità sociale, o forse per mantenere un segreto che non deve essere svelato. Diciamo: “Bella canzone”. “Cara, non sei per niente grassa, no”. Oppure, tipica dei patiti del PC: “Sai, ho appena ripescato la tua email dalla cartella degli ‘spam’. Quanto mi dispiace”.
Ma ci sono delle volte in cui partecipiamo all’inganno nostro malgrado. E questo ci potrebbe costare caro. Lo scorso anno sono stati frodati 997 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti. Appena meno di un trilione di dollari. Il 7% delle entrate totali. L’inganno può costare miliardi. Pensato al caso Enron, a Madoff, alla crisi dei mutui. O ai doppiogiochisti e ai traditori, come Robert Hanssen o Aldrich Ames, le menzogne possono tradire il nostro paese, comprometterne la sicurezza, indebolire la democrazia, provocare la morte di chi ci dovrebbe difendere.
Di fatto l’inganno è una questione seria. Quel lestofante, Henry Oberlander, era stato talmente scaltro, riferiscono le autorità britanniche, che avrebbe potuto far crollare l’intero sistema bancario occidentale. E non lo scovate nemmeno su Google, non lo trovate da nessuna parte. Una volta riuscirono a intervistarlo, e disse una cosa. Disse: “Guardate, io ho una regola”. E questa era le regola di Henry: “Tutti son disposti a darti qualcosa. E sono pronti a dartelo in cambio della cosa che stanno bramando”. E questo è il punto cruciale. Se non vuoi essere ingannato devi sapere bene qual è la cosa che vorresti maggiormente. E a nessuno piace ammetterlo. Vorremmo essere mariti migliori, mogli migliori, più in gamba, con maggior potere, più alti, più ricchi — e la lista continua. Con la menzogna cerchiamo di colmare il divario tra i nostri desideri, le nostre fantasie su chi vorremmo essere o diventare, e quello che siamo in realtà. E ragazzi, ditemi se non siamo pronti a riempire il vuoto con le bugie.
In una giornata tipo, si è studiato che gli altri ci possono mentire tra le 10 e le 200 volte. Di sicuro la maggior parte saranno bugie innocenti. Ma un’altra ricerca ha dimostrato che tra sconosciuti ci si mente tre volte durante i primi dieci minuti della prima conversazione.
Quando apprendiamo questa notizia ne rimaniamo sorpresi. Non possiamo credere quanto sia comune la menzogna. Fondamentalmente siamo contro le bugie. Ma se osserviamo meglio, la trama diventa più complessa. Tendiamo a mentire più con gli sconosciuti che con i colleghi. Una persona estroversa mente di più dell’introverso. Gli uomini mentono otto volte di più su se stessi che parlando di altre persone. Le donne mentono di più per proteggere altre persone. In una comune coppia sposata si mente all’altro coniuge una volta ogni dieci interazioni. Ora, potreste pensare che sia una cosa sbagliata. Se non siete sposati il numero si riduce a tre.
Mentire è una cosa complicata. Fa parte del tessuto della nostra vita pubblica e privata. Siamo profondamente ambivalenti riguardo alla verità. La dispensiamo solo se ce n’è bisogno, a volte per delle ragioni molto buone, altre perché non comprendiamo i vuoti della nostra vita. Questa è la seconda verità sulla menzogna. Siamo contro di essa, ma intimamente la accettiamo in modi che la nostra società approva da secoli e secoli. E’ antica come il respiro. Fa parte della nostra cultura, della nostra storia. Pensate a Dante, a Shakespeare, alla Bibbia, a ‘News of the World’.
Mentire ha un valore evolutivo per la nostra specie. I ricercatori sanno da lungo tempo che più la specie è intelligente più estesa è la neocorteccia, e maggiore è la tendenza all’inganno. Forse vi ricorderete di Koko. Ricordate il gorilla Koko che aveva appreso la lingua dei segni? A Koko fu insegnato a comunicare usando questo linguaggio. Ecco Koko con il suo gattino. Il suo bellissimo animaletto peloso. Koko una volta accusò il gattino di aver staccato un lavandino dal muro.
Siamo tutti costruiti per diventare dei numeri uno. E cominciamo davvero molto presto. Ma quanto? Beh, i bambini possono piangere per finta, poi smettono, guardano se arriva qualcuno, e poi riprendono a piangere. A un anno cominciano a nascondere le cose. A due anni bluffano. A cinque mentono di proposito. Manipolano usando l’adulazione. A nove anni sono già maestri. Per quando andrai all’università avrai mentito a tua madre almeno una volta ogni cinque interazioni. E quando saremo entrati nel mondo del lavoro per guadagnarci il pane, entreremo in un mondo pieno di robaccia, di finti amici digitali, di informazione di parte, di ingegnosi ladri di identità, di schemi di vendita piramidale a livello mondiale, un’epidemia di menzogna — in breve, ciò che un autore descrive come la società del dopo-verità. C’è stata molta confusione per un bel po’ di tempo.
Che cosa possiamo fare? Beh, ci sono delle regole per farci strada nel pantano. Gli smascheratori esperti giungono alla verità 90 volte su 100. Tutti gli altri arrivano solo al 54%. Perché è facile apprendere il sistema? Ci sono solo bravi e cattivi mentitori. Non esistono mentitori originali. Commettiamo tutti gli stessi errori, usiamo le stesse tecniche. Quello che farò è mostrarvi due schemi di inganno. E poi andremo ad analizzare i trucchetti e cercheremo di scoprirli da soli. Cominciamo con i discorsi.
(Video) Bill Clinton: Voglio che mi ascoltiate. Ve lo ripeterò di nuovo. Non ho avuto rapporti sessuali con quella donna, Miss Lewinsky. Non ho mai chiesto a nessuno di mentire, nemmeno una volta, mai. E queste insinuazioni sono false. E devo tornare al mio lavoro al servizio degli Americani. Grazie.
Pamela Meyer: Bene, quali erano i segnali rivelatori? Beh, dapprima c’è stata la cosiddetta negazione non contrattabile. Studi dimostrano che le persone determinate a negare a oltranza ricorreranno al linguaggio formale anziché a quello informale. Abbiamo anche sentito che prende le distanze: “quella donna”. Sappiamo che i bugiardi prendono inconsciamente le distanze dal loro soggetto usando il linguaggio come strumento. Ora, se Bill Clinton avesse detto: “Bene, a dirvi la verità…” o come era solito dire Nixon: “In tutta onestà…”, sarebbe stato facilmente scoperto da qualsiasi smascheratore che sa come quel tipo di linguaggio getti ulteriore discredito sul soggetto. Ora, se avesse ripetuto la domanda nella sua interezza, o se avesse aggiunto troppi particolari al suo racconto — e gli siamo tutti molto grati che non l’abbia fatto — si sarebbe screditato ancora di più. Freud lo aveva capito. Freud diceva che ci sono altri segnali oltre a quelli discorsivi: “Nessun mortale riuscirà a mantenere un segreto. Se le labbra sono chiuse, parlerà con le dita”. Lo facciamo tutti, non conta quanto siamo bravi. Tutti comunichiamo usando le dita. Adesso vedremo Dominique Strauss-Kahn con Obama, che parlotta con la punta delle dita.
E questo ci porta allo schema successivo, ossia al linguaggio del corpo. Con questo linguaggio, ecco quello che dovete fare. Dovete gettare le vostre supposizioni dalla finestra. Lasciate che la scienza corrobori la vostra conoscenza. Noi pensiamo che i bugiardi si agitino tutto il tempo. Beh, pensate un po’, la parte superiore del corpo resta immobile mentre mentono. Noi pensiamo che i bugiardi non osino guardarci negli occhi. E invece, indovinate un po’, vi fissano anche troppo, tanto per smitizzare questa convinzione. Noi pensiamo che calore umano e sorrisi siano indicatori di onestà, di sincerità. Ma uno smascheratore esperto può individuare un sorriso falso a un miglio di distanza. Siete in grado, qui, di scoprire il sorriso falso? E’ possibile contrarre in modo consapevole i muscoli delle guance. Ma il vero sorriso è negli occhi, nelle ‘zampe di gallina’. Queste non si riescono a contrarre volontariamente, specialmente se avete fatto troppo Botox. Non esagerate col Botox, nessuno vi crederà onesti.
E ora andiamo a vedere i segnali tipici. Riuscite a capire cosa avviene durante una conversazione? A scoprire i segnali, le discrepanze tra le parole e le azioni? So che sembra ovvio, ma quando si conversa con qualcuno che si ritiene stia mentendo, l’atteggiamento è l’indicatore più trascurato ma più importante.
Una persona onesta tenderà a collaborare. Vi farà capire che sta dalla vostra parte. Dimostrerà entusiasmo. Saranno ben disposti ad aiutarvi a giungere alla verità. Vi aiuteranno a formulare idee, vi faranno nomi, vi forniranno particolari. Vi diranno: “Ehi, forse sono stati quelli dell’ufficio pagamenti a falsificare quegli assegni”. Si infurieranno se sospetteranno di essere accusati ingiustamente, e durante tutto il colloquio, non solo ogni tanto; saranno infuriati durante l’intera conversazione. E se si chiede a una persona onesta quali misure prendere contro chi ha falsificato gli assegni, vi dirà molto probabilmente di punirli in modo severo, anziché blando.
Ora supponiamo che intratteniate la stessa conversazione con un mentitore. Si mostrerà riservato, con lo sguardo basso, parlerà a bassa voce, farà delle pause, non controllerà i movimenti. Chiedetegli di raccontarvi la sua storia, la condirà con una quantità esagerata di dettagli del tutto irrilevanti. E poi vi racconterà la storia in ordine cronologico. Quello che fanno gli interrogatori professionisti è presentarsi più volte e in modo astuto nel giro di diverse ore, chiedendo alla persona di raccontare la storia a ritroso, e questa mostrerà esitazione. Essi registreranno quali domande causino il maggior numero di menzogne. Perché lo fanno? Beh tutti noi facciamo la stessa cosa. Ci ripetiamo a mente il discorso, ma non facciamo le prove per i movimenti. Diciamo “sì” ma la nostra testa dice “no”. Raccontiamo storie molto convincenti, alziamo appena le spalle. Commettiamo crimini terribili, ma sorridiamo al pensiero di potercela cavare. Noi del settore chiamiamo il sorriso “delizia dell’inganno”.
E lo vedremo tra poco in diversi video, ma cominceremo — per chi non lo conosce, questo è il candidato alla presidenza John Edwards che ha scandalizzato gli americani per un figlio illegittimo. Vedremo mentre parla di un test sulla paternità. Vediamo se riuscite a vederlo mentre dice “sì” ma la testa dice “no”, mentre alza appena le spalle.
(Video) John Edwards: Sono pronto a fare il test. So che non è possibile che il bambino sia mio, non sarebbe plausibile per via dei tempi. Non è proprio possibile. Sarei felice di sottopormi al test di paternità, non vedo l’ora. Intervistatore. Lo farà presto? C’è qualcuno — JE: Beh, io sono solo una parte del test. Ma mi farebbe piacere fare la verifica.
PM: E’ molto più facile notare i movimenti del capo una volta che si sa dove guardare. Ma a volte una persona fa un’espressione per tentare di mascherarne un’altra che è sfuggita per un attimo dal controllo. Si sa che gli assassini mostrano tratti di tristezza. Il vostro nuovo partner d’affari potrà stringervi la mano, festeggiare, uscire a cena con voi, e farsi sfuggire un’espressione di rabbia. Non diventeremo forse tutti esperti di espressioni facciali in un giorno, ma ve ne posso insegnare una molto pericolosa, facile da imparare, ed è l’espressione di disprezzo. Ora, con la rabbia, ci sono due persone che giocano ad armi pari. E’ ancora una relazione sana, in un certo senso. Ma quando la rabbia si trasforma in disprezzo vi hanno accantonati. Si associa al senso di superiorità morale. E per questo motivo è davvero molto difficile riprendersi. Ecco come si presenta. Un angolo della bocca in dentro e verso l’alto. E’ l’unica espressione asimmetrica. E in presenza di disprezzo, anche non seguito da bugie — cosa che non capita sempre — guardate altrove, andate in una direzione diversa, riconsiderate l’accordo, dite: “No grazie. Non salgo per farmi un altro goccetto. Grazie”.
La scienza ha fatto venire a galla molti altri indicatori. Sappiamo, per esempio, che chi mente tende a battere di più le ciglia, a posizionare i piedi verso l’uscita. Useranno degli oggetti come barriera tra sé e il loro interlocutore. Altereranno il tono della voce, spesso abbassandolo di molto. Ma ecco il punto. Questi sono solo dei comportamenti. Non costituiscono prova di menzogna. Sono dei segnali di avvertimento. Siamo essere umani. Facciamo in continuazione movimenti strani che sembrano ingannevoli. Di per sé non hanno alcun significato. Ma se ne vediamo diverse serie, allora quello è il segnale. Osservate, ascoltate, indagate, fate domande dirette, andate oltre la comoda modalità dell’apprendimento, siate curiosi, fate più domande, abbiate un po’ di dignità, cercate di stabilire un rapporto con quella persona. Non siate come quelli di “Law and Order” o di altri programmi televisivi che costringono i loro soggetti alla sottomissione. Non siate troppo aggressivi, non funzionerebbe.
Ora, abbiamo affrontato la questione di come parlare a qualcuno che sta mentendo e di come individuare le bugie. Come vi ho promesso, ora vedremo come si presenta la verità. Vi mostrerò due video, due mamme — una mente e l’altra dice la verità. I video sono stati analizzati dal ricercatore David Matsumoto, in California. Penso che siano un eccellente esempio di come si presenti la verità.
Questa mamma, Diane Downs, ha sparato ai figli a distanza ravvicinata, li ha portati all’ospedale in auto mentre sanguinavano ovunque, accusando uno sconosciuto dai capelli incolti. Vedrete che nel video non riesce nemmeno a far credere di essere una mamma straziata dal dolore. Quello che dovete cercare qui è l’incredibile discrepanza tra i fatti orrendi che descrive e il suo atteggiamento distaccato. Se ci fate caso, scorgerete la ‘delizia dell’inganno’ in tutto il video.
(Video) Diane Downs: La notte, quando chiudo gli occhi, vedo Christie allungare la mano verso di me mentre guido, e il sangue che le esce dalla bocca. E questo — forse col tempo il ricordo si attenuerà — ma non credo. Questo è quello che mi disturba di più.
PM: Ora vi mostrerò un video di una mamma realmente afflitta, Erin Runnion, che affronta in tribunale l’omicida e torturatore di sua figlia. Qui non vedrete emozioni false, solo l’espressione autentica di una madre distrutta.
(Video) E. Runnion: Ho scritto questa dichiarazione nel terzo anniversario della notte in cui hai preso la mia bambina, e le hai fatto del male, l’hai devastata, l’hai terrorizzata finché il suo cuore ha ceduto. E ha combattuto, so che ha combattuto contro di te. Ma so che ti ha guardato negli occhi con i suoi splendidi occhi scuri, e tu, ancora, hai voluto ucciderla. E non lo capisco, non lo capirò mai.
PM: Bene, non c’è dubbio sulla veracità di queste emozioni.
La tecnologia che vuole scoprire come si presenta la verità sta facendo progressi. Sappiamo per esempio che ora ci sono congegni che rilevano il movimento degli occhi, e scanner cerebrali che decifrano i segnali inviati dal corpo quando cerchiamo di ingannare gli altri. Cercheranno di spacciare tutte queste tecnologie come una panacea per scovare l’inganno, e magari un giorno saranno davvero molto utili. Ma nel frattempo dovete chiedervi: chi volete dalla vostra parte, qualcuno in grado di farvi arrivare alla verità o chi si porta appresso un apparecchio per elettroencefalogrammi da 200 chili?
Gli smascheratori di bugie usano strumenti umani. Loro sanno, come qualcuno ha detto, “Che tipo di individuo sei, anche al buio”. Ed è interessante notare che oggi sono ancora poche le zone buie. Il nostro mondo è illuminato 24 ore al giorno. Ha la trasparenza dei blog e dei social network che mettono in piazza i fatti di tutta una nuova generazione che ha scelto di vivere la propria vita in pubblico. E’ un mondo molto più rumoroso. Dunque la nostra sfida è quella di ricordare che condivisione estrema non significa onestà. I nostri messaggini maniacali in rete possono farci dimenticare che le sottigliezze della decenza umana, l’integrità dell’individuo, sono quello che ancora conta e che conterà sempre. E così in questo mondo molto più rumoroso potrebbe aver senso cercare di essere un po’ più espliciti riguardo il nostro codice morale.
Quando si combina la scienza del riconoscimento dell’inganno con l’arte del saper guardare ed ascoltare, si riesce a smettere di essere complici di chi mente. Iniziate soltanto ad essere un po’ più espliciti, perché chi vi sta attorno se ne accorgerà, e dite: “Ehi, il mio mondo, il nostro mondo, sarà un mondo onesto. Il mio mondo sarà un mondo dove si valorizza la verità e la falsità verrà riconosciuta ed emarginata”. E appena lo farete vedrete che le cose attorno a voi cominceranno a cambiare.
E questa è la verità. Grazie.









