
Jeremiah McDonald
Jeremiah McDonald nel 1992 era un ragazzino sveglio di 12 anni e decise di lasciare un messaggio a se stesso adulto immaginando una conversazione.
Nel 2012 il Jeremiah trentaduenne ha ripreso in mano quella video cassetta che riportava sul dorso la frase “Do not watch until future” (la calligrafia non sembra esattamente quella di un ragazzino ma sorvoliamo :pp: ) e lo ha montato con risposte e domande fatte ora.
Il risultato di questa porta spaziotemporale è un surreale dialogo con se stesso commuovente e divertente.
Jeremiah a 12 anni sognava di diventare un disegnatore, a 32 rivela che invece ha accantonato le matite per fare il regista.
Sei diverso” è la reazione del bambino di fronte alla stempiatura del suo io futuro. “Quanti anni hai?” gli chiede. “Trentadue”. “Sembri più vecchio”. poi la curiosità del piccolo Jeremiah è per i suoi animali: “Molly è ancora viva?” chiede. “No, i cani non vivono così a lungo. I nostri animali sono tutti morti” è la risposta del “vecchio”. Che poi lo incalza sulla vita “prima di Internet” i cui ricordi sono un po’ “sfuocati” e prova a spiegargli cosa sia, Internet “Qualcosa che conoscerai presto, che ti tiene seduto ore in una stanza a fissare uno schermo”. Segue la nostalgia per i giochi da bambino, i pupazzetti di Star wars “trattali meglio”e per doctor Who, una passione che continua ad avere a 20 anni di distanza, e proprio con una citazione di Dr Who si chiude la conversazione:
“Non sbattere le ciglia, se lo fai sei morto”. Una battuta dal film Doctor Who, del 2007, che il bambino non può conoscere.
Il video ha riscosso un enorme successo in rete, collezionando 4479817 visite (nel momento in cui scrivo) in appena 3 giorni!!!

2 comments
Qui sottotitolato in italiano:
Grazie mille per la segnalazione Gretchen 🙂